APOSTOLI DI MARIA

"Lampada sui miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino"

Salmo 118,105

Terapia di Gesù Cristo

1° Capitolo

LA TERAPIA DI GESÙ CRISTO
Mi auguro che, in questo incontro di preghiera che ho organizzato, il Signore sia già intervenuto nella vostra vita. Spero che il Signore abbia già lavorato nel vostro cuore durante questo rosario, durante questi canti. In questo momento voglio attirare la vostra attenzione sul tema di questo ritiro che è "LA TERAPIA DI GESÙ CRISTO". Per poter fare questa catechesi mi occorre la Sacra Scrittura: la Bibbia, il Vangelo. Oggi si parla molto e si scrivono tantissimi libri sulla "Cristo-terapia", che riduce Gesù Cristo ad una medicina alternativa, quindi ad una forma di omeopatia, o ad una forma di pranoterapia. Noi non parleremo della "Cristo-terapia", ma della terapia di Gesù Cristo e la cosa cambia completamente perché noi, fratelli carissimi, andiamo a vedere "che cos'è la terapia di Gesù", come Gesù guariva i malati, che cosa è la vera guarigione di Gesù. Quale è la terapia che Gesù usava davanti alla sofferenza, davanti al malato, al povero, a colui che ci troviamo di fronte tutti i giorni? Fratelli, voi siete medici e io sono sacerdote, e ci scontriamo davanti a questa realtà tutti i giorni, specialisti, pediatri, psichiatri, psicoterapeuti, farmacisti, operatori sanitari; ogni giorno ci imbattiamo in questa realtà. Molte volte c'è una grande contraddizione nella scienza, perché magari nelle facoltà di medicina, a volte anche in quella di teologia, dove io ho studiato, si parla di tantissime cose e non si parla della terapia di Gesù Cristo, cioè di come Gesù Cristo guariva il malato, di colui che davvero ha potere sopra ogni cosa e perciò anche di guarire le nostre infermità. Dunque fratelli carissimi è importante che noi comprendiamo questo, perché possiamo capire che noi abbiamo un'investitura. Cioè stare con questi fratelli è una missione, non è un mestiere; così come fare il sacerdote, fare il medico non è un mestiere, ma è una missione, è una chiamata! Tante volte mi faccio questa domanda "mi sentite? Si sente il microfono?". Una volta c'era un vescovo che all'inizio della messa aveva problemi di audio e forse solo di audio, infatti aveva un sacco di problemi, sui movimenti, sulle guarigioni.. Iniziò la messa, ma non si sentiva. Si fece il segno della croce e disse: "deve esserci qualche problema con l'audio". L'assemblea non lo aveva capito e comprese "il Signore sia con voi" anziché "c'è qualche problema con l'audio", perciò rispose: "e con il tuo spirito". Tante volte il Signore ci parla anche con queste piccole cose. Quel vescovo probabilmente aveva qualche problema con il suo spirito.. Chiusa questa piccola parentesi, è importante che noi comprendiamo che quello che Gesù ci ha affidato è una missione. Se io riuscissi veramente, nel nome del Signore, a concludere questi due giorni imprimendo nel vostro cuore che quello che voi avete è una chiamata, avremo già raggiunto lo scopo di questi due giorni. Vedete fratelli, perché è importante questo? Noi tutti i giorni ci troviamo davanti tantissime persone sofferenti e molte volte c'è la tentazione di vivere questo rapporto come una routine, come un mestiere, come andare a cucinare un piatto di spaghetti. Noi innanzitutto dobbiamo tener conto che abbiamo delle persone davanti, persone sofferenti, ferite, che vivono drammi come li viviamo noi; è importante capirlo. Guardate, io sono certo che questo vi aiuterà a capire che cosa è realmente la terapia di Gesù Cristo, affinché possiamo attuarla nella nostra missione. Tutti possiamo metterla in atto concretamente. Vedrete che frutti darà questa terapia di Gesù! Perché portare la presenza di Gesù, la guarigione di Gesù, significa portare la vita. Allora, ripeto, è importante che possiamo capire come Gesù interviene nella guarigione. Gesù ha guarito tanti malati, malati psicologici, indemoniati (questo tema lo affronteremo bene domani mattina, così come quello sulla medicina alternativa), malati spirituali. Gesù ha liberato dai peccati, ha guarito ciechi, sordi, ha resuscitato morti, ha dato la possibilità ai paralitici di prendere il lettuccio e di camminare, ha guarito ogni sorta di malattia. Il Vangelo dice che "Gesù guariva ogni sorta di infermità" e Gesù non guariva solo duemila anni fa, fratelli, questo ve lo garantisco e ve lo assicuro, vi potrei portare qui tutte le testimonianze possibili ed immaginabili. Gesù guarisce anche oggi. E' importante avere chiaro una cosa fratelli: quello che stiamo cercando di fare è capire che la presenza di Gesù è una presenza viva oggi, non solo duemila anni fa. Gesù è qui oggi, è in mezzo a noi, perché Gesù sta dove due o tre sono riuniti nel suo nome. Il Signore sta davanti a te, che magari sei venuto a questo incontro con un sacco di problemi, con tante preoccupazioni, perché forse stai pensando al problema che hai con tua moglie, con tuo marito, alla ferita che hai nei confronti dei tuoi figli, al fatto che non riesci a perdonarti qualcosa.. vivi continuamente questi sensi di colpa. Gesù è qui anche per te, perché tu possa fare esperienza di Lui. Gesù interviene con la guarigione. Il Vangelo dice che "dove Gesù passava, toccava e guariva". Molti li ha risanati nel corpo e molti nell'anima. Quello che Gesù vuole fare è una guarigione integrale, ci vuole guarire completamente, dentro e fuori, vuole guarirci nella mente, nell'anima, nel cuore, nei ricordi del passato, nel corpo. Gesù interviene così. Oggi vuole compiere questo con noi. Vedete fratelli, quello che vi dicevo all'inizio, prima di iniziare il rosario, era proprio questo, noi non possiamo parlare della terapia di Gesù se prima questa terapia, questa guarigione non l'abbiamo sperimentata noi dentro, cioè non abbiamo fatto quest'incontro profondo con Gesù Cristo. E' come se uno andasse ad insegnare una materia della medicina senza averla mai studiata o praticata, senza esserne specialista. Come può una persona insegnare.. che ne so?! Psicologia, psichiatria, le malattie cardiovascolari, se non le ha mai studiate, se non ha mai avuto contatti pratici con questi tipi di malattie, con questi pazienti, con le cure che si utilizzano? E così è per Gesù Cristo. Come posso portare la terapia di Gesù Cristo se non l'ho mai incontrato, se non l'ho mai sperimentato? Come puoi dire non mi interessa la terapia di Gesù Cristo se tu di fatto non sai neanche che cos'è? Io vi assicuro fratelli che quello che vuole fare Gesù è che voi possiate migliorare la vostra missione di medici, perché con questa terapia di Gesù la vostra missione può solo migliorare. Non ci perdete nulla, può solo migliorare, iniziando a comprendere che quando stiamo davanti ad una persona, quella ha tantissimi problemi, difficoltà e Gesù vuole risanarla. Davanti a certe situazioni l'uomo non può fare nulla, ma il Signore sì perché Gesù è il Dio dell'impossibile. Tante volte io ho incontrato persone che prima di venire a parlare con me avevano girato tanti specialisti. Vi faccio un esempio: una volta è venuta da me una ragazza che soffriva di anoressia, e sapete meglio di me quali problemi può provocare l'anoressia e da quali drammi è provocata, tutte le conseguenze familiari, psicologiche, sensi di colpa.. insomma non sto qui a spiegarvi queste cose perché le conoscete. Prima di venire da me questa ragazza era andata da tutti gli specialisti senza ottenere nessun risultato, anzi forse aveva peggiorato, perché man mano che andava avanti nel tempo peggiorava. Quando è venuta non frequentava la Chiesa, non pregava, non andava a messa, era quasi atea (oggi lo sentiamo dire frequentemente "io credo in Dio, ma non vado in Chiesa"). Incominciò a parlarmi del suo problema e, chiaramente venendo da me, si aspettava che io le parlassi di Gesù! Fratelli, noi tante volte (spesso anche coloro che si ritengono atei) cerchiamo di fare i duri, finché non sbattiamo la testa nel muro, finché non ci copriamo completamente di fango. Solo quando siamo nella disperazione più totale guardiamo in cielo. Questo vuol dire che noi siamo tranquilli fino a quando l'acqua ci arriva alla pancia, al petto, ma quando l'acqua arriva al collo possiamo guardare soltanto in alto, giù non possiamo più guardare. Questa ragazza era arrivata a questo punto, ad avere una sofferenza profonda. Io le parlai di Gesù; cominciai a presentarglielo. Voi sapete che oggi non è molto semplice parlare di Gesù con i giovani, però vi assicuro che quando i giovani riescono a capire realmente chi è la persona di Gesù e lo incontrano, sono una forza incredibile! Io dicevo a questa ragazza: "guarda.. oggi è importante che tu fai questo incontro con la persona di Gesù, con il suo amore.. Gesù ti ama, ti vuole guarire da questa infermità, Gesù non vuole che tu stia così..", e pian piano nel sacramento della riconciliazione ha tolto fuori tutti i pesi che aveva dentro. E' bastato quell'incontro perché lei si riconciliasse con la sua vita, con il suo passato e che vedesse l'opera di Gesù anche nella sofferenza, anche nei momenti in cui magari non la vedeva, che facesse esperienza dell'amore di Gesù. Così la vita di questa ragazza è cambiata, è guarita. Ricordiamoci fratelli che dove non arriviamo noi arriva Gesù. Noi abbiamo un limite e non pensiamo che, io sacerdote e voi medici, siamo onnipotenti! Non siamo onnipotenti. La medicina, come l'uomo non è onnipotente; c'è il trascendente, cioè l'opera di Gesù. Gesù vuole certamente accompagnare la tua opera, la tua missione di medico perché tu possa realmente portare molto frutto, non perché tu possa diventare un medico importante per chissà quale tipo di terapia vai a offrire, no?! Ma perché tu possa realizzare quella che è in fondo la tua missione di medico, cioè portare le persone alla guarigione. Noi dobbiamo capire che il fine della nostra missione, della mia e della vostra, è portare la gente alla guarigione, però questo non si può fare senza prima aver incontrato Gesù. Possiamo risanare nel corpo con il farmaco, ad esempio se ho l'influenza guarisco con i farmaci, se ho un'ernia mi faccio operare.. mi curo e guarisco, ma l'anima? Guardate fratelli, tante volte le malattie che noi abbiamo nel fisico, nella carne, sono la conseguenza di alcune malattie spirituali. Voglio spiegare bene questo punto, però prima vi leggo il brano del Vangelo di Matteo, capitolo 9, vers. 1,7. Ci sarebbero tantissimi brani riguardo le guarigioni di Gesù, però, fratelli, capite bene che bisogna sintetizzare ed io ne ho scelto uno significativo.
"Salito su una barca, Gesù passò all'altra riva e giunse nella sua città, ed ecco gli portarono un paralitico steso su un letto, Gesù vista la loro fede disse al paralitico: " coraggio figliolo ti sono rimessi i tuoi peccati", allora alcuni scribi incominciarono a pensare: "costui bestemmia", ma Gesù conoscendo i loro pensieri disse: "perché mai pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa dunque è più facile dire, ti sono rimessi i peccati o dire alzati e cammina? Ora perché sappiate che il figlio dell'uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati, alzati" disse allora al paralitico: " prendi il tuo letto e va a casa tua" ed egli si alzo e andò a casa sua. A quella vista la folla fu presa dal timore e rese gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini."
Parola del Signore.
Lode a te o Cristo.
Allora fratelli, vedete come questa guarigione di Gesù è significativa, ma non è l'unica. Gesù, ripeto, ha risuscitato morti, guarito cechi.. ma la prima cosa che dice a questo paralitico è: "figliolo ti sono rimessi i tuoi peccati". Ora c'è da sfatare una teoria che alcuni ogni tanto tirano fuori come obiezione al cristianesimo, no?! Considerare la malattia come castigo dei peccati. Sbagliato! Quando Gesù viene interrogato riguardo a un cieco, gli chiedono: "Scusa Signore ma questo cieco è così perché ha peccato lui o perché hanno peccato i suoi genitori?" e Gesù risponde: "non ha peccato né lui, né i suoi genitori, ma è cosi perché si manifesti in lui la gloria di Dio". State tranquilli che la malattia c'è perché si manifesti in noi la gloria di Dio, sia a livello fisico che spirituale. E' vero che tante volte molti malati, per esempio in carrozzella, che vanno agli incontri di preghiera e fanno esperienza di Gesù, non vengono guariti alle gambe, è vero. Molti vengono guariti e molti altri no, e qui rispondiamo anche alle obiezioni di quelli che dicono: "ma allora perché Gesù non guarisce tutti?" No!? Gesù guarisce tutti. Molti vanno ai raduni, ad esempio gli Apostoli di Maria, quattro-cinquemila persone, ed è vero che non tutti vengono guariti nel corpo, ma state tranquilli che quando Gesù passa tutti hanno una guarigione, o nel corpo o nell'anima. Fratelli quello che Gesù vuole per noi oggi è la guarigione interiore. Spesso ho avuto delle discussioni con alcune persone. Una volta mi è capitato di fare un incontro con dei giovani (ero all'inizio del mio ministero, quindi ero certamente inesperto, anche adesso non è che sia esperto, faccio cinque anni di messa a giugno, però dopo cinque anni l'esperienza è maggiore che dopo un anno) e uno di questi mi aveva chiesto: "padre, perché certi bambini nascono down, macrocefali? Perché i bambini nascono malati? Non è un'ingiustizia questa?". Io non so se voi vi siate mai fatti questa domanda. E' una domanda cruciale che sicuramente farebbe sorgere un punto interrogativo a qualsiasi persona la facciate. In quel momento mi si è gelato il sangue. Ho chiesto luce al Signore per poter rispondere a questo giovane (perché in ogni caso, quando un sacerdote fa una predica e lo mettono in difficoltà, alla fine, ne va della credibilità non solo del sacerdote ma anche della Chiesa), e mi è venuta questa risposta: "guarda, io ho conosciuto tante famiglie che hanno dei bambini malati, down.. ho conosciuto tanti bambini malati, perché parecchie volte sono stato a Lourdes con il pellegrinaggio dell'Unitarsi con gli ammalati e tanti ne ho visto nel mio ministero, nella mia vita. Molte volte la distinzione tra sano e malato la facciamo noi. I bambini che io ho conosciuto affetti da varie malattie, come sindrome di down, erano realmente felici, ed erano capaci di rendere felici anche i genitori, di dare senso al matrimonio dei genitori". Fratelli io vi dico una cosa: dove c'è la malattia è per la gloria di Dio, perché si manifesti la gloria di Dio, perché questo bambino ha potere di trasmettere la pace che ha dentro a quelli che gli stanno intorno. Tante volte fratelli, la distinzione la facciamo noi, perché ci scandalizza terribilmente l'opera di Dio e spesso siamo noi stessi a limitare l'opera di Dio, perché non abbiamo fede. La malattia non è conseguenza del peccato, no! Certamente il peccato ferisce, è inevitabile. Se un padre di famiglia è adultero, è chiaro che quel peccato di adulterio ferisce lui, i figli, la moglie, tutti. Il peccato ferisce. Se una persona è alcolizzata, è ovvio che quel peccato ferisce lui e chi gli sta intorno. Ma la malattia non è conseguenza del peccato, non è un castigo del peccato, questo sia ben chiaro. Gesù dice a questo paralitico: "ti sono perdonati i tuoi peccati", cioè Gesù lo guarisce dentro, sta già manifestando l'autorità sui peccati, perché i peccati provocano realmente delle ferite interiori, delle lacerazioni terribili che forse noi non ne abbiamo neanche idea. Davanti a questa parola di Gesù la gente che gli sta attorno si scandalizza, compresi gli scribi e i farisei. Allora Gesù risponde a questa obiezione di scandalo dicendo: "perché mai pensate cose malvagie nel vostro cuore, che cosa è dunque più facile dire, ti sono rimessi i peccati o dire alzati e cammina?" e ancora: "perché sappiate che il figlio dell'uomo ha potere in terra di rimettere i peccati, alzati". Quindi dice al paralitico: "prendi il tuo letto e va a casa tua", e quel paralitico si è alzato, è guarito. Fratelli, questo è il cuore del nostro discorso, cioè il cuore della guarigione di Gesù. Gesù vuole dare una guarigione integrale all'uomo, perché anima e corpo sono legati. Se io dentro ho un rancore (sicuramente questo me lo insegnate voi), vivo con un rancore terribile, l'odio, è facile che questo odio si ripercuota anche fisicamente con ulcere, emicranie.. Tante volte le nostre malattie spirituali, come per esempio l'odio, ma possiamo elencarne tante altre, si ripercuotono nel corpo. Mi ricordo di una signora che soffriva di insonnia. Nessuna terapia le permetteva di dormire (questo l'ho raccontato anche in un altro incontro). Veniva da me tutte le settimane e non riuscivo a liberarmene. Veniva a Vallermosa, dove sono parroco, in giorni particolari in cui ricevo le persone per le confessioni, per parlare, per dare delle benedizioni. Questa signora era puntuale tutte le settimane e ogni volta che la vedevo mi spaventavo. Era una situazione molto imbarazzante. Mi diceva sempre: "Don Massimiliano io non riesco a dormire, mi faccia una benedizione, non c'è niente da fare, non riesco a dormire. Sono andata dal dottore, mi ha dato una cura, ma non mi fa niente". Ogni volta sempre la solita cosa, la conoscevo a memoria. Un giorno le ho detto: "ascolti signora, si sieda e ne parliamo insieme con calma". Ha incominciato a parlare e, ad un certo punto, le ho chiesto di raccontarmi un pò la sua vita, qualcosa della sua famiglia. Così sono venuto a scoprire che questa donna era otto anni che non parlava più con sua figlia, perché si era sposata con un ragazzo che a lei non piaceva, e le aveva detto: "io non verrò al tuo matrimonio; io non esisto più!". Quindi questa donna aveva dentro di sé una ferita profonda nei confronti di sua figlia, una forma di peccato e di egoismo terribile. Scoprendo questo le ho detto: "signora, guardi che per risolvere il suo problema, dell'insonnia e della depressione, lei deve riconciliarsi con sua figlia". Infatti da allora questa donna aveva incominciato a perdere sonno, a soffrire di forti mal di testa, di depressione, di problemi gastrici e altro, per otto anni; perciò coincideva anche il periodo di tempo. Io non le ho fatto nessuna preghiera particolare, l'ho confessata e le ho raccomandato di fare pace con sua figlia. La settimana seguente non è venuta. Dopo tre settimane l'ho rivista rivedo in fondo alla Chiesa e quando è entrata mi ha detto: "Don Massimiliano la mia vita è cambiata, a dire il vero all'inizio non volevo andare, ma ho preso coraggio e sono andata. Mi sono fatta accompagnare da un altro mio figlio, ho fatto pace con mia figlia e con suo marito. Lo sa? Mi sembra anche più simpatico adesso?". Fratelli questa donna ha risolto il problema. Questo per spiegare che tante volte le nostre malattie dell'anima si ripercuotono nel corpo e in tutte le nostre situazioni, ma in tutte le nostre relazioni opera Gesù. Il paralitico fa un esperienza grandissima di Gesù. Noi qui camminiamo tutti, ma essere paralitici è certamente una cosa terribile. Quando questo si vede risanato, che da quell'istante le sue gambe funzionano di nuovo, diventa un uomo felicissimo. Gesù gli ha cambiato la vita. Voi vi chiederete perchè Gesù l'ha fatto camminare e non ha guarito quegli altri. Vi faccio un altro esempio: Gesù cambia la vita ad una persona che apparentemente non ha guarito, Zaccheo. Era un nanetto, sicuramente con dei problemi fisici, aveva problemi alle gambe. Ma il Signore con Zaccheo non opera una guarigione fisica e quando lo incontra gli dice: "Zaccheo oggi voglio entrare a casa tua". Zaccheo in quel momento trova la pace e si converte. Questo è un caso in cui Gesù non opera a livello fisico, ma a livello spirituale, e guarisce. Allora fratelli, quello che siamo chiamati a fare qui stasera è trovare davvero il senso della nostra missione, portando dentro di noi l'esperienza dell'incontro con la persona di Gesù. La vostra missione di medico cambierà radicalmente se voi inizierete a portare oltre alla medicina, la persona di Gesù. Qualcuno può pensare che, fino a questo momento ha sperimentato che, dando soltanto il farmaco ha risolto i problemi, cioè il farmaco può bastare. Ma se tu con il farmaco raggiungi cinquanta, con Gesù Cristo raggiungi duecentocinquanta! Però vedete, come vi dicevo prima, per poter portare Gesù alle persone che ci vengono incontro tutti i giorni, occorre che lo sperimentiamo noi. Gli apostoli e tutte le persone che Gesù ha guarito, coloro che sono stati evangelizzati, dopo che hanno fatto l'incontro pieno con Lui sono andati ad evangelizzare, solo allora sono andati a evangelizzare. Così fratelli sarà per noi. Uno non può portare Gesù Cristo se non l'ha mai incontrato. Questo non è un problema soltanto dei medici, ma è un problema anche dei preti, dei religiosi in sè, perché non è automatico che uno sia cristiano, sia prete o religioso, e che abbia incontrato Gesù Cristo. Anzi non è automatico proprio per niente. Vi accorgete subito se una persona parla perché ha incontrato veramente Gesù o se parla perché sta portando una teoria. E' diverso se io porto la parola di Gesù Cristo come una teoria o come un'esperienza, cambia completamente. Io vi dico che la parola di Gesù Cristo è vera perché l'ho sperimentata, perché la sperimento tutti i giorni; chi invece la porta a livello teorico vi dirà che in teoria la parola di Dio è vera, ma in pratica vi darà tutte le interpretazioni possibili ed immaginabili per dirvi il contrario. Nel capitolo 16 del Vangelo di Marco Gesù dice: "(…) andate in tutto il mondo predicate il Vangelo ad ogni creatura, chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, chi non crederà sarà condannato (…) questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono, nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti, se berranno qualche veleno non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno" . Gesù accompagnava la parola con i segni e dice: "questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono". Ora carissimi fratelli medici, la domanda che io pongo a voi, e a me ogni giorno, è: voi credete realmente a questa parola, che nel nome di Gesù ogni malattia viene guarita? Voi credete che oggi nel nome di Gesù una persona può guarire? Ci credete o no? Questa domanda la feci ai sacerdoti, non chiedetemi i nomi perché tanto non ve li dico, e uno mi disse: "io non ci credo". Allora fratelli, qui siamo davanti a un bivio. Questo per spiegarvi che non è automatico che uno essendo sacerdote sia cristiano. Questo è per spiegare, non certamente per scandalizzare. E' una domanda che, lasciando perdere i sacerdoti, io faccio a voi medici, perché avete studiato la medicina; io non la conosco, ma voi sì. Forse trovando rimedi terapeutici per ogni malattia non vi siete mai fermati sul rimedio fondamentale. Ci credete fratelli che nel nome di Gesù ogni malattia viene risanata? Ci credete che nel nome di Gesù i demoni scappano? Ieri ho visto per puro caso una trasmissione terribile, vi dico terribile non perché non fosse interessante il tema (probabilmente qualcuno di voi l'ha vista, Enigma su rai tre; si parlava del demonio; c'era un sacerdote, un vaticanista e c'erano psichiatri, medici), ma perché lì non c'è stato uno che abbia detto che il demonio va via solo con l'autorità del nome di Gesù Cristo. Si è dato importanza al diavolo, che non ne ha nessuna perché ormai è sconfitto, e nessuno ha dato importanza al fatto che è nel nome di Gesù che i demoni vanno via! Perciò bisogna stare molto attenti. Si è discusso del tempo che occorre per liberare una persona, "molte volte ci vogliono venti, trent'anni!". Queste sono tutte fandonie, perché se noi crediamo alla parola di Gesù non ci vogliono venti o trent'anni per liberare un indemoniato. Il demonio va via all'istante se uno crede realmente nel nome di Gesù. Questa è la dimensione completamente nuova del carisma della Chiesa, fondata sulla parola di Gesù, anche se noi molte volte siamo ancora radicati al vecchio. Gesù dopo che faceva una preghiera di esorcismo non diceva: "torna la settimana prossima che te ne faccio un'altra, perché non se n'è andato ancora!". Gesù liberava all'istante e ha dato questo potere a coloro che credono, vedi Vangelo di Marco, capitolo 16: "(…) questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono, nel mio nome scacceranno i demoni". Non dice: "nel mio nome, in trent'anni scacceranno i demoni", no! Nel mio nome scacceranno i demoni e guariranno i malati. Una signora mi chiede: "ma questo lo potete fare solo voi?" No! Tutti i credenti. Questo è riservato a coloro che credono (questo punto lo affronteremo meglio domani e spiegherò bene la distinzione tra l'esorcismo e la preghiera di liberazione). È chiaro che l'esorcismo può farlo solo il sacerdote, invece una preghiera di liberazione la può fare chiunque, chiunque crede. Fratelli, il punto fondamentale qual'è? È credere realmente che nel nome di Gesù si compiranno questi prodigi. Qui siamo davanti a un bivio, perché tantissimi esegeti danno molteplici interpretazioni, ma noi sappiamo che l'interpretazione più grande è quella di leggere il brano in maniera diretta; cioè, cosa vuol dire il brano? Vuol dire quello che dice; cosa significa? Significa quello che dice Gesù: "se voi aveste fede quanto un granellino di senapa potreste dire a questa montagna, levati e buttati in mare ed essa vi ascolterebbe". Come possiamo compiere questo? Credendo. Dice Gesù: "(…) questi sono i segni che accompagnano quelli che credono". Ora noi come possiamo vivere la nostra vita, da sacerdote, da medico staccata da questa verità? E' terribile! È come se io volessi spingere un aereo da solo, senza Gesù. Vogliamo spingere l'aereo da soli, senza motori, senza farlo partire con i reattori? Ecco perché è importante sperimentare la presenza di Gesù, che Lui ha realmente il potere di guarire le tue infermità Questo è fondamentale perché noi possiamo portare questa verità, questa realtà alle persone che incontriamo quotidianamente nella nostra missione. E' essenziale che tu veda che Gesù vuole guarire te oggi! Quando Gesù passava per guarire una persona chiedeva: "tu credi che io posso fare questo per te?Bene sia fatto seconda la tua fede". Pertanto questa stessa domanda è posta a noi oggi. Tu credi davvero che Gesù Cristo può fare questo per te? Tu sai che questo è vero e siamo chiamati a passare alla fede, cioè a credere realmente. Fratelli, questa sera Gesù sta passando qui, sta passando con potenza nella tua vita e io ti invito a non lasciarti perdere questa opportunità. Forse prima di questo momento l'hai già incontrato, come può essere che tu non l'abbai ancora incontrato veramente, ma oggi puoi fare questa esperienza, sperimentare che Lui ti guarisce perché ti ama profondamente e ti ama come sei, con i tuoi peccati, con le tue situazioni, con le tue miserie, con le tue ferite. Allora tu credi che Gesù può fare questo per te oggi? E qui fratelli c'è il passaggio alla fede, se tu credi realmente che Gesù ha potere di compierlo nella tua vita. Oggi io vi invito, fratelli, a credere sul serio a questa verità. Credete che Gesù è il Signore! Credete che Gesù è il Salvatore, che solo Lui ha potere sulle infermità e la vostra missione di medici sarà sconvolta in positivo, in maniera meravigliosa, farete un'esperienza incredibile della guarigione di Gesù non solo su di voi, ma anche su gli altri. Magari voi dite: "ma cosa faccio, devo parlare di Gesù alle persone che vengono?". Gesù dice che occorre evangelizzare in ogni occasione, opportuna e non opportuna, e io sono certo fratelli, che occasioni, opportune e certamente non opportune, di parlare di Gesù ne avete tante. Quelle opportune sono tantissime perchè la gente con voi si apre, come si apre con noi, con una differenza: i preti possono perdonare i peccati e i medici li possono solo ascoltare. La gente dice tutto anche a voi e lì che siete chiamati ad evangelizzare, a portare la presenza di Gesù, non le nostre teorie o le nostre supposizioni, ma la presenza di Gesù. Ma nessuno può portare quello che non ha. Quando San Pietro stava andando a pregare al tempio, nella porta "bella" del tempio trovò un paralitico seduto che chiedeva l'elemosina. Quante situazioni così vedremo, fratelli! Sicuramente non paralitici seduti, ma quanta gente viene dal medico o dal sacerdote con questo atteggiamento di elemosina, viene ad elemosinare una parola di conforto, un sorriso, una parola di sicurezza, di certezza! Io rimango sconcertato quando sento della gente che viene e mi dice "il medico mi ha detto: non c'è più niente da fare". Sbagliato! E' terribile! Questo non vuol dire illudere la gente, ma vuol dire cominciare ad essere ottimisti nella vita, fratelli! Perché molti dei nostri problemi dipendono proprio dal fatto che noi siamo dei pessimisti. Sapete quanto bene può fare dire ad una persona: "vedrà che starà meglio, vedrà che si sentirà meglio". Basta anche una parola di conforto! Anziché stare sempre con quelle vostre supposizioni razionali. Questo fa molto più di un farmaco, di un calmante o di un sonnifero. Cominciate a essere ottimisti in Gesù. Non vi capiti, se vi è capitato fate in modo che non vi capiti più, di dire: "signora non c'è nulla da fare", non esiste! Parla così chi non ha la fede! Mi colpì una testimonianza di un medico. Le persone andavano da lui con dei problemi fisici, ma riusciva ad incanalare il discorso della fede e a portarli alla confessione. Inoltre, attraverso la presenza di Gesù, riusciva ad ottenere risultati di guarigione incredibili in tempi da record! Io vi invito a riflettere su questo, meditate soprattutto la cosa che voi potete fare. Comunque prima di tutto dovete sperimentarla voi.